
Nei giorni prima di Natale la Fondazione Fare Futuro ha attaccato l'ultimo prodotto da record di Neri Parenti invitando tutti a "boicottare il cinepanettone". Il web magazine della fondazione del presidente della Camera Gianfranco Fini ha criticato la normativa in base alla quale film come «Natale a Beverly Hills», «avranno la possibilità di usufruire dei finanziamenti pubblici». Il tutto, sottolineano altri detrattori del genere cinematografico, «mentre il governo persevera in inauditi tagli al Fondo unico per lo spettacolo». (Fus).
Mentre non si finanziano più trasposizioni teatrali di Shakespeare o Pirandello, con i soldi dei contribuenti si pagano le costose trasferte all'estero di intere troupe impegnate a girare quelle che - accusano i puristi - non solo certo pellicole d'essai o esercizi di stile.
(Per cinema d'essai (dal francese, letteralmente "cinema di prova" o "di sperimentazione", noto anche come cinema d'autore), si intende una sala cinematografica che proietti pellicole destinate ad un pubblico non di massa. Indica in generale quella cinematografia rivolta a chi delle opere cinematografiche privilegia aspetti che vanno oltre il mero intrattenimento, come, ad esempio, il valore artistico, formale, di sperimentazione sul linguaggio cinematografico, oppure di impegno sociale.)
Ma la polemica, va detto, non nasce solo da Farefuturo. In realtà già nei giorni scorsi l'agenzia Il Velino aveva sottolineato lo sconcerto di molti protagonisti della cultura davanti ai numeri dei finanziamenti pubblici al cinema.
«Il produttore Aurelio De Laurentiis potrebbe ricevere fino a due milioni di contributi dallo Stato - scriveva il Velino alla vigilia di Natale - grazie al riconoscimento di “Natale a Beverly Hills” come film di interesse culturale. Il decreto ministeriale 28 del 2004 (il cosiddetto decreto Urbani) riconosce infatti finanziamenti pari al 7% degli incassi per i lungometraggi che al botteghino abbiano ottenuto “da 10.329.138 a 20.700.000 euro”». Negli ultimi anni i cinepanettoni firmati da Parenti han sempre superato questa cifra: si va dai 21 milioni di «Natale a Miami» del 2005 ai 25 milioni di «Natale a Rio» del 2008.
L'ultima fatica californiana dei registi del panettone potrebbe facilmente superare i 20 milioni di incasso. Il tal caso - essendo stata classificata «di interesse culturale» dalla Sottocommissione cinema del ministero dei Beni e le Attività culturali - potrebbe fruttare al produttore un «aiutino» di Stato; un contributo pubblico di 1 milione e 500 mila euro.
Fonti:
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_dicembre_26/cinepanettoni-polemica-farefuturo-1602209588797.shtml
http://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_d'essai
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