"Pensa come un uomo d'azione, agisci come un uomo di pensiero." (Henri Bergson)

I Nuovi Occhi.
Per tutte quelle iniziative, notizie e tematiche attuali che i mass-media trascurano o trattano con superficialità.
Spesso, infatti, la rilevanza di un tema sembra derivare maggiormente da esigenze di audience piuttosto che dall'importanza che l'informazione stessa dovrebbe richiedere. In quest'ottica gli eventi negativi prevalgono sempre sulle buone notizie, finendo per farci credere di vivere in un mondo peggiore di quello in cui in realtà viviamo.

L'obiettivo del blog è quello di stimolare e incentivare una
riflessione critica riguardo alcuni spunti di attualità che consenta di filtrare le informazioni, ma anche quello di evidenziare ciò che di positivo c'è, le “belle notizie” appunto, che non riescono a emergere perchè sommerse dall'infinità di quelle cattive; riuscire quindi, tramite i nuovi occhi, a osservare e comprendere più profondamente ciò che accade ogni giorno e ci circonda.

lunedì 7 giugno 2010

The World Environment Day


Il 5 Giugno è stata la giornata mondiale dell'ambiente.

Ci tenevo a fare un cenno affinchè, anche se trascorsa, non passi inosservata.


TRADIMENTI - Troppi i tradimenti perpetrati dall’uomo nei confronti dell’ambiente, negli ultimi tempi. Nel Golfo del Messico, da oltre un mese, la Bp tenta di arginare il fiume di petrolio che sgorga dal fondo (un milione di litri al giorno), risultato di un incauto sfruttamento delle risorse naturali. Tutti fanno voti che il quarto tentativo di tappare la bocca del pozzo fuori controllo abbia successo, come sembra dalla prime dichiarazioni; in caso contrario la marea nera, trasportata dalle grandi correnti oceaniche, potrebbe diffondersi in tutto l’Atlantico, e il disastro balzare dalla scala locale a quella planetaria. Per restare in Messico, a Cancun, fervono i preparativi della prossima conferenza mondiale sui cambiamenti climatici (29 novembre-10 dicembre) che ha all’ordine del giorno la formulazione di un nuovo Protocollo per la tutela dell’atmosfera e del sistema climatico. Dopo il clamoroso flop dell’anno scorso a Copenaghen, le attese che il vertice di Cancun possa dare continuità ai patti di Kyoto, rilanciando un programma condiviso di riduzione dei gas serra, sono alte. Ma il persistente stallo dei negoziati, proseguiti nel frattempo a Bonn, non lascia ben sperare: Stati Uniti da una parte, Cina India e altri Paesi in rapido sviluppo dall’altra, non sembrano ancora maturi per entrare a pieno titolo nel meccanismo degli impegni di riduzione vincolanti. E mentre incombe la scadenza dell’attuale trattato climatico (2012), già si parla di rinviare la decisione al successivo vertice del Sud Africa.


BIODIVERSITÀ - Non vanno tanto meglio le cose sul fronte delle iniziative per limitare la perdita di biodiversità, cioè la scomparsa delle specie viventi provocata dall’impatto delle attività umane sugli ecosistemi: tema al centro del Wed di quest’anno. Le più recenti valutazioni degli esperti in biodiversità parlano di un’accelerazione del tasso di estinzione, che avrebbe ormai superato di alcune migliaia di volte quello dovuto ai soli fattori naturali. Su circa cento milioni di specie esistenti sul pianeta, almeno diecimila ogni anno starebbero scomparendo a causa del nostro sviluppo non sostenibile. Con questo pesante fardello di colpe sulle spalle, le Nazioni Unite intendono fare della giornata mondiale dell’ambiente qualcosa di più che la solita passerella di celebrazioni retoriche: piuttosto un’opportunità per informare l’opinione pubblica mondiale sulle azioni concrete di riparazione in atto da parte dei vari organismi ambientali e, soprattutto, per svolgere campagne educative rivolte ai giovani.

RISORSE - «Bisogna aver chiaro che tutto l’impianto degli ecosistemi planetari genera risorse e servizi per lo sviluppo dell’umanità valutati, in termini economici, più di 70 mila miliardi di dollari ogni anno», ha dichiarato il direttore generale dell’Unep Achim Steiner, alla vigilia del Wed a Kigali (Ruanda). «Ne consegue che la cattiva gestione o l’aggressione agli ecosistemi può avere effetti economici negativi ben più gravi dell’attuale crisi economica. Gli investimenti per il recupero degli ecosistemi naturali offesi sono da considerare un necessario investimento redditizio, piuttosto che un onere passivo».

AZIONI - Il responsabile dell’Unep ha pure annunciato una serie di azioni di successo attualmente in fase di sviluppo in varie località del mondo, con il concorso di programmi ambientali nazionali e internazionali. Per esempio, in Ruanda, Congo e Uganda, norme e controlli più severi attuati nei territori montani in cui vivono i gorilla resi famosi dalla zoologa Dian Fossey (e dal film interpretato da Sigourney Weaver), hanno fermato la strage di questi animali, i quali stanno incrementando la loro popolazione. Il loro territorio, trasformato in stupendi parchi naturali, è ora meta di pellegrinaggio di turisti e studiosi da tutto il mondo. A Istanbul in Turchia, nell’arco di due decenni il sistema di depurazione delle acque, prima riservato a poche centinaia di migliaia di abitanti, è stato esteso a 9 milioni di cittadini (il 95% della popolazione), determinando la rinascita di corsi d’acqua superficiali e sotterranei che erano diventati inutilizzabili a causa dell’inquinamento. In India e in Vietnam il recupero di migliaia di ettari di terreni popolati da mangrovie (formazioni vegetali dei litorali bassi), ha riacceso la vita animale e vegetale, con vantaggi economici enormi per l’industria alimentare locale.

UNEP - Istituita nel lontano 1972, contestualmente alla fondazione del Programma ambientale delle Nazioni Unite (Unep, United Nation Environment Programme), la Giornata mondiale dell’ambiente viene celebrata contestualmente in molte capitali e città del mondo, ma ha come principali punti di riferimenti due vertici internazionali, uno a Kigali, nella capitale del Ruanda, l’altro a Pittsburgh, negli Stati Uniti. A Kigali il direttore dell’Unep, oltre a presentare il rapporto sul recupero della biodiversità intitolato Dead Planet, Living Planet: Biodiversity and Ecosystem Restoration for Sustainable Development, presenzia a una suggestiva cerimonia di battesimo dei gorilla di montagna. A Pittsburgh la maggior parte delle relazioni presentate ha come il tema dominante l’idrosfera del nostro pianeta e la necessità di preservarla dall’aggressione dei prodotti inquinanti: un tema quanto mai attuale, che era stato scelto prima del disastro petrolifero nel Golfo del Messico. In Italia le iniziative del Wed sono indirizzate prevalentemente agli studenti, con il lancio da parte delle ministre Gelmini e Prestigiacomo di un progetto da un milione di euro riservato alle scuole per realizzare progetti di educazione ambientale.


Fonte:


http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/speciali/2010/giornata-mondiale-ambiente/notizie/giornata-mondiale-ambiente-foresta-martin_4599f930-6fec-11df-b547-00144f02aabe.shtml


venerdì 21 maggio 2010

The Best of

Because every country is the best at something



Il sito Informationisbeautiful.net ha stilato la mappa mondiale dei "best of" dalla quale emerge che il record di bevitori di caffè lo vanta la Norvegia vanta il record di bevitori di caffè. E mentre gli Stati Uniti devono vedersela con il triste primato dei serial killer, il confinante Canada assiste al boom dei bevitori di succo di frutta.
E se siete curiosi di sapere in cosa "eccelle" l'Italia eccovi accontentati: siamo i primi nel numero dei parti cesarei (la fertilità è da tutt'altra parte: Mali).

I dati - spiegano i gestori del sito - sono in continuo aggiornamento. E per i pignoli c'è l'elenco delle fonti consultate. Nella bacheca compare pure un messaggio di scuse rivolto alle donne slovacche: al loro Paese era stato appioppato erroneamente il "best of" di sovrappeso femminile, in realtà messicano (insieme al numero di network tv). Come è facile immaginare, nella mappa si può andare a caccia di curiosità, ma anche di faccende più serie. Nel primo gruppo potrebbero finire i maiali della Cina, i fichi della Turchia, le farfalle del Perù, le banane dell'Ecuador, l'orchidea Phalaenopsis di Taiwan. Nel secondo la mortalità infantile in Angola, i suicidi in Lituania, le donne disoccupate della Bielorussia, le mutilazioni sessuali femminili in Gibuti, la cocaina in Colombia, l'ecstasy in Olanda, le malattie intestinali nel Tajikistan, l'oppio dell'Afghanistan. Ma anche le donne parlamentari del Belgio (attenzione: il dato potrebbe suscitare qualche invidia), le laureate in Islanda, i dottori di Cuba, i posti letto negli ospedali svizzeri.

Fonte:

http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_21/record-paesi-mondo-italia-parto-cesareo_62d1d482-64e8-11df-ab62-00144f02aabe.shtml

http://www.informationisbeautiful.net/visualizations/because-every-country-is-the-best-at-something/#

lunedì 8 febbraio 2010

Bevuto troppo? A Roma c'è chi vi riporta a casa




Ognuno può fare della propria vita ciò che vuole, ma nessuno può permettersi di mettere in pericolo la vita degli altri.

Da qualche tempo a Roma e ai Castelli Romani è possibile usufruire di alcuni servizi che permettono il ritorno a casa evitando i pericoli che il mettersi al volante alcolizzati comporta.

Safety Driver
Si chiama Safety Driver. E il bigliettino di presentazione lo trovate nei locali della Capitale: “Non ti mettere in cammino se la bocca sa di vino”. Quindi la proposta: “Hai bevuto? Riportiamo a casa te e la tua auto”. Un numero da chiamare (331/2868030 o 06/8543019), come per il taxi, ed ecco arrivare un autista che guiderà per voi senza rischi, evitando la grande scocciatura, che spesso impedisce di rivolgersi magari a un taxi, di tornare il giorno dopo a prendere la macchina.

Il servizio è attivo dalle 22,30 fino alle 5 del mattino. Gli autisti raggiungono il locale con un motorino pieghevole e molto piccolo, tanto da poter entrare anche dentro il portabagagli di una Smart. Accompagnano i ragazzi (o anche gli adulti, nessuna discriminazione) a casa; e al ritorno, se si sono allontanati troppo, arriva a prenderli un furgone, che li riporta nel punto da cui partono.

Il costo del servizio è di 20€ nella zona interna al Grande Raccordo Anulare,e aumenta a 30 e 40 € a seconda della distanza, coprendo tutta la provincia di Roma. Ovviamente se si è in più persone è possibile dividere il costo tra tutti i passeggeri. (Per una visione dettagliata delle zone e dei relativi costi si rimanda al sito internet http://www.togaproject.com/safety-driver/)

NUMEROVERDE_800.58.92.63


Notturno Bus
Tutti i venerdì e sabato con notturnobus è possibile raggiungere con gli amici su autobus granturismo il centro di Roma da Frascati (transito a Grottaferrata e Marino), Albano (transito a Ciampino), Velletri (transito a Genzano e Ariccia) e Nettuno (transito ad Aprilia e Pomezia) tornando in tutta sicurezza con 2 corse notturne.

Notturnobus è un servizio privato ed esclusivo. Il biglietto per andata e ritorno costa 10 euro ed è possibile prenotare la corsa direttamente dal sito. Dopo una mail di conferma, il biglietto sarà disponibile in vettura.

E' possibile riservare intere vetture per i gruppi con partenza, destinazione ed orari secondo le esigenze.

Per le linee e gli orari si rimanda al sito internet: http://www.notturnobus.it/discoteche-roma.html


Fonti:

http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Bevuto%20troppo?%20A%20Roma%20c'%C3%A8%20chi%20vi%20riporta%20a%20casa%20(e%20con%20la%20vostra%20automobile)&idSezione=3144

http://www.notturnobus.it/discoteche-feste-roma.html

http://www.togaproject.com/safety-driver/

mercoledì 3 febbraio 2010

Strane leggi in Australia



E' uscito oggi sul Corriere della Sera on-line un articolo su una legge entrata in vigore in Australia che proibisce l'anonimato in Rete nel periodo elettorale. Dato che in questi giorni si discute anche in Italia sul limitare o meno l'utilizzo di alcuni strumenti di Internet (Youtube, Facebook e blog in generale), ho pensato che potesse essere un input interessante per stimolare una riflessione sul tema.

Niente più commenti anonimi su internet durante il periodo elettorale. Se un utente vuole pubblicare un’opinione politica su un blog, un social network o il sito di un giornale deve rivelare il suo vero nome e la casella postale. In caso contrario rischia di dover pagare una multa, insieme all’editore che ha ospitato il commento e che deve conservare i dati in questione per almeno sei mesi. Così stabilisce una legge dell’Australia del Sud, entrata in vigore, silenziosamente, il 6 gennaio e che avrebbe dovuto essere applicata in questi giorni, dal momento che il 20 marzo si terranno le elezioni nazionali.

IL MINISTRO - Ma il condizionale è d’obbligo perché, dopo l’insurrezione di blogger e cybernauti - e come spiega The Sidney Morning Herald è molto probabile che il provvedimento verrà abrogato. A promuovere la legge era stato l’Attorney-General Michael Atkinson (equivalente al nostro ministro della Giustizia) che così replicava ai critici: «Non c’è alcuna limitazione della libertà di parola; ognuno è libero di dire quello che desidera come se stesso, non nelle vesti di qualcun altro». Ma se impedire l’anonimato su internet è una mossa tecnicamente e politicamente spericolata anche per un regime dittatoriale, figurarsi nel caso di una democrazia.

LE REAZIONI - Come si poteva facilmente immaginare, le reazioni non si sono fatte attendere. Dalle proteste di cittadini e internauti alle critiche dell’opposizione fino alla presa di posizione della stampa, con in prima fila il sito dell’AdelaideNow. Ma il peggio è stato quando Atkinson, per difendere il provvedimento e la necessità di fermare l’anonimato in rete, ha tirato in ballo un privato cittadino: «Vi faccio un esempio», ha dichiarato ai media: «Spesso sul sito AdelaideNow compare un certo Aaron Fornarino di West Croydon che mi attacca. Ebbene, quella persona non esiste. È un’invenzione creata dal Partito liberale». Purtroppo per il ministro, Fornarino invece esiste eccome, ed è stato subito intervistato e fotografato dall’AdelaideNow.


LA RETROMARCIA - Forse è stato il colpo di grazia. In ogni caso martedì Atkinson ha fatto clamorosamente marcia indietro sul provvedimento. «La generazione dei blog crede che la legge originariamente sostenuta da tutti i politici e partiti sia troppo restrittiva. Ho ascoltato. Immediatamente dopo le elezioni farò in modo di abrogarla retroattivamente. Sarà anche umiliante per me, ma questa è la politica in una democrazia e ne accetterò le conseguenze». Una capitolazione benedetta anche dal primo ministro dell’Australia del Sud, Mike Rann, che così ha commentato: «L’Attorney-General ha ascoltato. Dunque nessun dibattito sarà soffocato. Nessuna censura politica di blog o commenti online, che siano anonimi o no». Parole sante. Ma soprattutto veicolate via Twitter. Perché in fondo, quando la libertà della rete è garantita, anche i politici cinguettano meglio.

Fonte:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_febbraio_03/australia-anonimato-rete_d1aebf4e-10bc-11df-ab8f-00144f02aabe.shtml


Carola Frediani

sabato 30 gennaio 2010

Cibo, territorio e qualità l'Italia è prima in Europa


Quasi sempre si sottolinea che siamo gli ultimi in Europa e nel Mondo. Qualche volta, però, siamo anche i primi.

L'ITALIA è prima in Europa per i cibi di qualità legati al territorio. Un primato che si è consolidato nel 2009 con un vero e proprio sprint: su 50 nuovi prodotti a marchio certificato (Dop, Igp, Stg) ben 19 sono italiani. La classifica generale ci vede in testa con 194 prodotti (il 21 per cento del totale), seguono la Francia con 167 e la Spagna con 129. Sono i dati contenuti nel "Rapporto 2009 sulle produzioni agroalimentari italiane Dop, Igp, Stg" curato dall'Osservatorio Qualivita.

"L'agroalimentare di qualità parla italiano", commenta Mauro Rosati, direttore dell'Osservatorio. "Ed è un dato che non va letto da solo: parliamo non di nicchie ma di un segmento importante e trainante della cultura gastronomica del paese. Difendere questo tipo di produzione significa limitare l'impatto ambientale dell'agricoltura, tutelare la diversità del paesaggio, creare le condizioni per un rilancio del turismo".

Come ha notato Paolo De Castro, presidente della Fondazione Qualivita, proprio il successo del made in Italy rischia di trasformarsi in autogol se le singole aziende si presentano in ordine sparso alla sfida della globalizzazione: "All'estero vogliono mangiare italiano, vogliono mozzarella e parmigiano, ma se esportiamo solo il 14 per cento delle nostre eccellenze agroalimentari, il vuoto sugli scaffali viene riempito da merci italian sounding: imitazioni pirata che sfruttano l'assonanza con un nome italiano e finiscono per fatturare quattro volte più dei prodotti veri. Dobbiamo organizzarci per portare i nostri prodotti dove vengono richiesti".

Per rilanciare l'export ed evitare le truffe legate all'imitazione dei marchi italiani, l'Osservatorio propone una politica che sia orientata verso la difesa rigorosa delle tradizioni dal punto di vista dei disciplinari di produzione, ma che al tempo stesso sia estremamente innovativa e aperta dal punto di vista del marketing e della capacità di innovazione commerciale.

Fonte:

http://www.repubblica.it/ambiente/2010/01/14/news/cibo_e_territorio-1947970/

giovedì 28 gennaio 2010

Obbligo di fumo



Uno sviluppo così rapido porta sempre con se grandi contraddizioni. Difatti in Cina, oltre a tante problematiche più gravi e cruciali, c'è anche chi,in assoluta controtendenza mondiale, pone l'obbligo di fumare.

Sarebbe fiero Mao Zedong, che faceva fabbricare sigarette perfino dentro la cinta del Palazzo Imperiale. Se il resto del mondo si è piegato alle campagne anti-fumo, i dirigenti cinesi della contea di Gongan hanno lanciato la controffensiva: da loro la sigaretta è obbligatoria. Per motivi patriottici e per il bene pubblico. La circolare diramata dalle autorità locali è tassativa: sono tenuti a fumare tutti i dipendenti pubblici, insegnanti inclusi. Chen Nianzu, uno dei notabili municipali, ha spiegato con orgoglio la decisione sul quotidiano governativo Tempi Globali: «È un sostegno alla ripresa, è un aiuto all' economia locale, ed è una bella iniezione di gettito per le finanze pubbliche». Gongan è nella provincia centrale dello Hubei, il cuore della Repubblica Popolare, e va orgogliosa della sua produzione di tabacco. Ed è proprio la marca Hubei ad essere imposta agli impiegati pubblici, niente Marlboro né Camel. C' è anche un preciso target da raggiungere a fine anno, secondo le migliori tradizioni della pianificazione: i dipendenti statali devono far fuori almeno 230.000 pacchetti di Hubei nel 2009. La direttiva di Gongan batte ogni record nella promozione del tabagismo. Ma tanto zelo è superfluo. La Cina è già il regno incontrastato della nicotina. Qui si vendono 2.000 miliardi di sigarette all' anno, un terzo di tutti i consumi mondiali. Il divieto di fumo, teoricamente in vigore in molti luoghi pubblici, è disatteso quasi ovunque.
Ed è per questo che è lecito pensare che l' obbligo di fumare sarà applicato senza troppa severità. Tuttavia le adesioni spontanee saranno molto gradite.

Fonte:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/06/obbligatorio-fumare-direttiva-shock-in-cina.html

martedì 26 gennaio 2010

Provincia WI-FI


Di tanto in tanto dalla politica e dall'amministrazione pubblica viene fuori qualcosa di buono. Ecco a voi la descrizione di un bel progetto realizzato dalla Provincia di Roma.

Il progetto Provincia WIFI consiste nell'installazione in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo del territorio provinciale di apparati per l'accesso gratuito ad Internet.

Il progetto nasce come il primo nucleo autorevole di una rete federata a cui possano connettersi anche reti di privati o di altre istituzioni. L'idea di base è quella di unire le risorse e condividere i benefici con altre reti pubbliche di biblioteche, istituzioni, centri sociali, centri sportivi e ricreativi.

Non solo creare quindi punti di accesso gratuiti ad internet, ma fornire la connessione a reti di servizio come ad esempio quella delle Università di Roma, dando modo agli studenti di collegarsi alla rete wi-fi della propria università anche senza venire a Roma.

Per fare ciò sono state sottoscritte convenzioni con Comuni, CNR e vari Consorzi

Con il Consorzio Roma wireless e la Fondazione Mondo digitale, si stanno coprendo importanti piazze romane e 50 Centri Anziani. Sempre per la città di Roma, è stata bandita una gara europea per installare, d'intesa con i Municipi, altri 250 hot spot entro il 2010.

Il progetto è aperto al contributo dei privati, esercizi commerciali e associazioni no profit, che possono installare gli access point nei loro locali e, nel rispetto delle norme di legge previste per l'accesso alla Rete, offrire un servizio ai loro clienti o associati.

Fonte:

http://www.provincia.roma.it/percorsitematici/innovazione-tecnologica/progetti/4035

domenica 24 gennaio 2010

Finanziamenti pubblici ai cinepanettoni


Nei giorni prima di Natale la Fondazione Fare Futuro ha attaccato l'ultimo prodotto da record di Neri Parenti invitando tutti a "boicottare il cinepanettone". Il web magazine della fondazione del presidente della Camera Gianfranco Fini ha criticato la normativa in base alla quale film come «Natale a Beverly Hills», «avranno la possibilità di usufruire dei finanziamenti pubblici». Il tutto, sottolineano altri detrattori del genere cinematografico, «mentre il governo persevera in inauditi tagli al Fondo unico per lo spettacolo». (Fus).

Mentre non si finanziano più trasposizioni teatrali di Shakespeare o Pirandello, con i soldi dei contribuenti si pagano le costose trasferte all'estero di intere troupe impegnate a girare quelle che - accusano i puristi - non solo certo pellicole d'essai o esercizi di stile.

(Per cinema d'essai (dal francese, letteralmente "cinema di prova" o "di sperimentazione", noto anche come cinema d'autore), si intende una sala cinematografica che proietti pellicole destinate ad un pubblico non di massa. Indica in generale quella cinematografia rivolta a chi delle opere cinematografiche privilegia aspetti che vanno oltre il mero intrattenimento, come, ad esempio, il valore artistico, formale, di sperimentazione sul linguaggio cinematografico, oppure di impegno sociale.)


Ma la polemica, va detto, non nasce solo da Farefuturo. In realtà già nei giorni scorsi l'agenzia Il Velino aveva sottolineato lo sconcerto di molti protagonisti della cultura davanti ai numeri dei finanziamenti pubblici al cinema.
«Il produttore Aurelio De Laurentiis potrebbe ricevere fino a due milioni di contributi dallo Stato - scriveva il Velino alla vigilia di Natale - grazie al riconoscimento di “Natale a Beverly Hills” come film di interesse culturale. Il decreto ministeriale 28 del 2004 (il cosiddetto decreto Urbani) riconosce infatti finanziamenti pari al 7% degli incassi per i lungometraggi che al botteghino abbiano ottenuto “da 10.329.138 a 20.700.000 euro”». Negli ultimi anni i cinepanettoni firmati da Parenti han sempre superato questa cifra: si va dai 21 milioni di «Natale a Miami» del 2005 ai 25 milioni di «Natale a Rio» del 2008.

L'ultima fatica californiana dei registi del panettone potrebbe facilmente superare i 20 milioni di incasso. Il tal caso - essendo stata classificata «di interesse culturale» dalla Sottocommissione cinema del ministero dei Beni e le Attività culturali - potrebbe fruttare al produttore un «aiutino» di Stato; un contributo pubblico di 1 milione e 500 mila euro.

Fonti:

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_dicembre_26/cinepanettoni-polemica-farefuturo-1602209588797.shtml

http://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_d'essai

sabato 23 gennaio 2010

L'Italia patrimonio dell'umanità


La Convenzione sul Patrimonio dell'Umanità, adottata dalla Conferenza generale dell'UNESCO il 16 novembre 1972, ha lo scopo di identificare e mantenere la lista di quei siti che rappresentano delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale.

L’Italia è la Nazione con il maggior numero di patrimoni dell'umanità riconosciuti dall'Unesco. (44 siti, quasi il 6% del patrimonio culturale mondiale).

Per essere inclusi nella lista del Patrimonio dell'Umanità i siti devono avere valori di universalità, unicità ed insostituibilità e devono soddisfare almeno uno dei criteri fissati dal Comitato per il Patrimonio dell'Umanità per la selezione.
Fino al 2004 i criteri erano solo sei in ambito culturale e quattro in ambito naturalistico.
Dal 2005 esiste un insieme di 10 criteri.
Criteri di selezione:
1)rappresentare un capolavoro del genio creativo umano;
2)testimoniare un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo sia in campo archeologico sia architettonico sia della tecnologia, artistico o paesaggistico;
3)apportare una testimonianza unica o eccezionale su una tradizione culturale o della civiltà;
4)offrire un esempio eminente di un tipo di costruzione architettonica o del paesaggio o tecnologico illustrante uno dei periodi della storia umana;
5)essere un esempio eminente dell'interazione umana con l'ambiente;
6)essere direttamente associato a avvenimenti legati a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato universale eccezionale (possibilmente in associazione ad altri punti);
7)rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale;
8)essere uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita o dei processi geologici;
9)essere uno degli esempi eminenti dei processi ecologici e biologici in corso nell'evoluzione dell'ecosistema;
10)contenere gli habitat naturali più rappresentativi e più importanti per la conservazione delle biodiversità, compresi gli spazi minacciati aventi un particolare valore universale eccezionale dal punto di vista della scienza e della conservazione.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Patrimonio_dell'umanit%C3%A0